
Il viaggio nelle cose
Giovanna è giornalista e, in fondo, ha sempre viaggiato senza bisogno di partire.
Agli inizi di Excalibur, l’agenzia di servizi fotogiornalistici fondata nel 1987 insieme a Riccardo, Guido e Guglielmo, il viaggio cominciava davanti a un tavolo pieno di fotografie.
Sceglierle, accostarle, costruire un servizio da proporre alle redazioni significava entrare ogni volta in un luogo diverso, conoscere storie e immaginare mondi attraverso gli occhi di chi li aveva attraversati. Era un modo di esplorare che passava dalle immagini e che l’ha accompagnata per molti anni, insieme a un mondo editoriale che nel frattempo è profondamente cambiato.
Poi il viaggio ha preso altre strade. È diventato gusto e sapore nei libri di ricette che ha pubblicato, profumo attraverso i fiori commestibili, un mondo che ha contribuito a far conoscere creando nel 2016 un brand dedicato e occupandosi di divulgazione.
È diventato anche trama: quella che nasce da un filo, da un uncinetto, da un ago e che racconta ancora oggi attraverso le riviste dedicate alla creatività femminile e al mondo del do it yourself.
Forse è proprio questo che la affascina: scoprire che dietro una cosa apparentemente semplice può nascondersi un mondo intero. Una fotografia può raccontare un luogo, un fiore può aprire una strada inattesa, un filo può diventare una storia.
La sua esperienza di giornalista e autrice le ha insegnato a cercare una storia, selezionare ciò che merita di essere raccontato e trovare il linguaggio per renderlo accessibile. Scrittura, immagini, divulgazione ed esperienza editoriale diventano così strumenti per far conoscere patrimoni, persone e culture e trasformare la ricerca in racconto.
Anche l’esperienza nella realizzazione di eventi e il rapporto con il mondo dei media possono contribuire alle attività di EXPLORABILIS, dalla comunicazione alla costruzione di iniziative culturali capaci di portare il patrimonio fuori dai luoghi nei quali normalmente rimane confinato.
In EXPLORABILIS ritrova così lo stesso desiderio di andare oltre la superficie, cercando nelle cose, nei luoghi e nelle persone ciò che ancora non conosciamo.
Perché il viaggio non è soltanto una destinazione. È soprattutto un orizzonte.
E, come scrive Tolkien, «Non tutti coloro che vagano sono persi».
