
Il filo delle storie
Forse l’idea di esplorazione di Laura è nata molto prima dei viaggi. È nata da bambina, ascoltando i racconti dei suoi nonni, soprattutto quelli di suo nonno Federico, e aggirandosi nella casa dei nonni nelle Marche, dove ogni angolo sembrava custodire una storia.
Ma il luogo che più di ogni altro ha alimentato la sua fantasia è stato il museo missionario di San Marino, diretto da quello che in famiglia chiamavano affettuosamente “Zio Frate”. Era pieno di oggetti, immagini e testimonianze provenienti da mondi lontani. Per lei era un piccolo universo da esplorare, molto prima di sapere che cosa significasse davvero esplorare.
È cresciuta tra campagna, montagne e mare; negli scout ha imparato il gusto dell’avventura e, crescendo, quella spinta è diventata viaggio, studio, cooperazione, incontro.
L’Etiopia e la Somalia sono tra i luoghi che porta più nel cuore. In Perù ha vissuto forse l’esperienza che più la rappresenta: avventura, ricerca, tradizioni ancestrali e incontri umani, fino ai bambini di strada di Lima. Ha capito che esplorare non significa soltanto andare lontano, ma lasciarsi cambiare da ciò che si incontra.
Oggi si occupa di progettazione nel non profit, nella cooperazione e nell’impresa creativa. Nel tempo ha imparato a trasformare idee in progetti, cercare opportunità e finanziamenti, costruire partnership e mettere in relazione competenze diverse.
In EXPLORABILIS questa esperienza incontra qualcosa che la accompagna fin da bambina: la capacità di trasformare la sensibilità per le storie e il patrimonio in progetti concreti. Ricerca, progettazione, partnership e sviluppo di iniziative culturali diventano così strumenti per cercare, raccogliere e dare valore alle storie.
E poi c’è Giovanni, suo figlio, che le ricorda ogni giorno che ciò che ci appassiona non si trasmette soltanto attraverso ciò che insegniamo, ma anche attraverso lo stupore, le domande e la voglia di guardare il mondo con occhi nuovi.
Forse è anche per questo che EXPLORABILIS le è sembrata subito una casa naturale: perché dentro questa nuova avventura ritrova il filo che unisce le storie ascoltate da bambina, i luoghi attraversati, le persone incontrate e i progetti che ancora possiamo costruire.
