
Il mondo è fatto di storie e di persone da incontrare
“Classe 1960”. Pavese di nascita e milanese d’adozione, non potrebbe vivere in nessun altro posto se non all’ombra della Madonnina. E, come Lovecraft, ai cani preferisce di gran lunga i gatti.
Se è vero, come pensa che lo sia, l’aforisma di Confucio «Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua», non può che farne il suo stile di vita. Anche perché la sua vita ne è la prova.
Infatti, passando ora in rassegna tutti i mestieri praticati dalla maggiore età a oggi – il fotografo (reportage di viaggio, animali domestici, cronaca televisiva e ritratti), il giornalista, l’autore di programmi televisivi per ragazzi (Rai Uno), l’editor di riviste periodiche, il direttore responsabile di una rivista di informatica, l’ideatore di eventi, il curatore di mostre di fotografia e fumetti, il direttore editoriale del Museo del Manifesto Cinematografico, il vicedirettore del Museo del Fumetto di Milano e il direttore editoriale di una casa editrice di narrativa – può affermare, senza il pericolo di essere smentito, che dal 1981 a oggi non ha mai lavorato un solo giorno.
La cosa più divertente è che, in tutto questo tempo, ha sempre incontrato persone disposte a pagarlo per fare cose che avrebbe fatto volentieri anche gratis.
C’è poi un aspetto non secondario: tutte queste attività sono sempre state delle grandi avventure o, per meglio dire, degli spettacolari viaggi. Fisici, nel caso della fotografia e del giornalismo; immobili, ma non meno intensi, in tutti gli altri casi.
Per i suoi reportage, in tre anni ha girato gran parte dell’Europa. Curando e realizzando mostre, invece, ha scoperto archivi meravigliosi e incontrato persone che gli hanno raccontato storie e vite inimmaginabili.
È anche per questo che Riccardo si riconosce in EXPLORABILIS: perché ritrova nell’associazione lo stesso modo di guardare il mondo che ha accompagnato tutta la sua vita. Fotografie, archivi, musei, mostre, eventi e storie sono per lui diversi modi di esplorare e di dare forma alla memoria.
A questa esperienza aggiunge una dimensione che in EXPLORABILIS può diventare particolarmente preziosa: la capacità di fare della cultura un terreno di cooperazione, mettendo in relazione persone, istituzioni e realtà culturali, condividendo patrimoni e competenze e costruendo insieme nuove occasioni di conoscenza.
Grazie a questi viaggi, reali o mentali che siano, ha capito che «sa far tutto o forse niente», ma soprattutto che la curiosità è il suo stile di vita. E finché ci saranno storie da raccontare, immagini da catturare e passioni da condividere, continuerà a viaggiare.
Senza mai lavorare, s’intende.
