
Creare, imparare, ritrovare il proprio posto nella comunità
Etiopia · Robe
Cultura · Comunità · Inclusione · Resilienza
Stato: progetto da realizzare
Dalla terra alle mani, dalle mani alla comunità
La cura può passare anche attraverso la possibilità di fare, creare e sentirsi nuovamente capaci.
Il progetto Mani nella terra prevede la realizzazione di un laboratorio di ceramica con forno all’interno dell’ospedale psichiatrico di Robe, in Etiopia. Il laboratorio offrirà ai degenti la possibilità di imparare a lavorare l’argilla e realizzare stoviglie e altri oggetti destinati all’ospedale e alla comunità.
Lavorare la terra significa entrare in relazione con una materia concreta, trasformarla attraverso le proprie mani e vedere nascere qualcosa di utile. Il laboratorio diventa così uno spazio nel quale manualità, creatività e apprendimento si incontrano: un luogo dove acquisire competenze, esprimere capacità creative e sperimentare nuovamente il valore del proprio lavoro.
Un sapere che può diventare futuro
L’attività sarà accompagnata da un percorso di formazione nella lavorazione della ceramica, affinché l’esperienza del laboratorio possa diventare una competenza spendibile anche oltre il periodo di cura.
Gli oggetti prodotti potranno essere utilizzati dall’ospedale e, quando possibile, destinati alla comunità. In questo modo il lavoro delle persone coinvolte non resta chiuso nello spazio della cura, ma diventa visibile, utile e riconosciuto.
Il progetto costruisce così un percorso che dalla manualità conduce alla fiducia in sé, all’autonomia e al reinserimento sociale.
Cultura materiale e identità
La ceramica non è soltanto un’attività produttiva. È parte della cultura materiale di una comunità: attraverso la terra, le forme, gli oggetti d’uso quotidiano e i gesti del fare si trasmettono conoscenze, identità e appartenenza.
Per questo il laboratorio può diventare anche un luogo di incontro tra cura, cultura e memoria, valorizzando saperi locali e, dove possibile, favorendone la trasmissione alle nuove generazioni.
Perché EXPLORABILIS
EXPLORABILIS conosce direttamente Robe e il suo territorio attraverso la relazione costruita dal 2017 con Padre Angelo Antolini, cappuccino e Prefetto Apostolico di Robe, e attraverso i progetti sviluppati negli anni nell’area.
Questa conoscenza permette di leggere il laboratorio non come un’attività isolata, ma come parte di un percorso più ampio: creare condizioni perché le persone possano recuperare dignità, autonomia e appartenenza.
Come il forno, anche il laboratorio di ceramica può contribuire alla resilienza della comunità. Una comunità diventa più forte quando riconosce le capacità delle persone più fragili e crea per loro nuove occasioni di partecipazione.
Partner e collaborazioni
Il progetto potrà svilupparsi in collaborazione con:
– la Prefettura Apostolica di Robe.
Cosa vogliamo costruire
Un luogo dove creare.
Un sapere da imparare e trasmettere.
Una competenza che restituisce fiducia.
Una comunità capace di includere.
Qui la cura passa attraverso le mani.
Dalla terra nasce un oggetto.
Dal lavoro nasce una competenza.
Dalla competenza può rinascere un ruolo nella comunità.
